Un caffè macchiato caldo

Scrivere mi accompagna da sempre, sin da quando ero bambina, e finalmente si è realizzato quello che è il piccolo sogno di chi ha un romanzo nel cassetto: vedere la propria opera pubblicata.
Tutto è accaduto lo scorso anno, giusto un attimo prima che io e il mio compagno ci trasferissimo qui a Rouen dall’Italia.
Nel luglio dello scorso anno ho partecipato al V Concorso Letterario Nazionale « Pontegobbo – città di Bobbio », indetto nella provincia di Piacenza, ed il mio romanzo « Un caffè macchiato caldo » ha vinto il premio
della Giuria Tecnica, che ha visto come presidente lo scrittore Alberto Bellocchio, ed il primo premio della Giuria Popolare, composta da 50 membri, chiamati a votare dopo una selezione di sei opere finaliste.

« Un caffè macchiato caldo » è il mio primo romanzo e parte proprio da Fossombrone, piccolo borgo del centro Italia, ad essere precisi parte dal fiume Metauro, lungo le cui sponde è ubicata la casa dei protagonisti, e attraverso passaggi spazio/temporali, attraversa le vie medievali del Corso e le sue « logge » fino alle
vie polverose di Calcutta, in un’India maledettamente vera eppure immaginaria, per passare a quelle costellate di guerra di Kampala.

Copre un arco di vent’anni e si snoda sul corso del Fiume, che sembra partire dal Metauro e arrivare
al Gange attraverso le esperienze degli otto protagonisti che nel mio romanzo intrecciano
le proprie vite nei normali rapporti, propri di ogni essere umano:
l’amicizia, la morte, l’amore, il viaggio, vero o immaginario diventa soltanto un punto di vista. Persino un mondiale di calcio può far da parallelo alla vita, a volte.
L’unico porto sicuro, in certi momenti, è il bar di Tommi a cui tutti fanno riferimento. E’ lui che racconta i vari personaggi, è lui che li descrive nel gesto che gli è più consono da anni: guardarli mentre bevono il caffè.

Laura Amadio